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Milan e Inter: diversi dubbi sulle due sponde del Naviglio L’analisi delle due squadre al giro di boa della stagione

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Una società spesso assente, lontana, che prima investe e poi cerca il Fair play finanziario ma con un allenatore che sa davvero il fatto suo. Con quest’ultimo accorgimento avrete capito che mi sto riferendo all’Inter e non al Milan, visto le disavventure di Vincenzo Montella che hanno portato alla chiamata in rossonero dell’ex numero 8, Gennaro Ringhio Gattuso.

L’Inter se la stava cavando davvero bene, egregiamente, anzi in maniera eccezionale fino a qualche giornata fa, tanto da insidiare il primo posto a Napoli e Juventus con tanto di sorpasso e conquista della leadership della Serie A grazie ai gol del capocannoniere della squadra e delle lega, Mauro Icardi. Non solo, lo stato di grazia di Ivan Perisic, la forma devastante di Vecino e le prestazioni monumentali di Skriniar hanno permesso a Spalletti di gongolarsi sulla panchina nerazzurra sapendo che questo, comunque, era il massimo che potevano dare i suoi giocatori e che l’obiettivo non è lo scudetto ma è l’Europa, fermata Champions League. Forse un momento di rilassatezza mentale, forse un calo fisico, forse la non abitudine atletica e mentale ad affrontare due partite alla settimana, considerando la Coppa Italia, hanno portato la squadra di proprietà Suning a dover soccombere a due sconfitte consecutive contro squadre mediocri per poi risalire, leggermente la china, con un pareggio con la Lazio.

E adesso? Adesso c’è il terzo posto dietro alle due contendenti vere per il titolo, Napoli e Juve. Ma c’è da star attenti anche alle spalle per l’arrivo della Roma e della Lazio. Le romane sono spauracchi che Spalletti conosce molto bene ed è anche per questo che ha chiesto un intervento sul mercato alla proprietà che, vedendo i buoni risultati, potrebbe farsi ingolosire dal ricercare il bersaglio più grosso: lo scudetto. Che manca dall’ultima stagione di Mourinho, quel 2010 che suona, talvolta, più come una dannazione che come una benedizione. Ma l’Inter ci proverà perché dopo l’andata sono lì, a un passo, per arrivare a toccare il tricolore.

Sogno ben lontano dalla testa dei milanisti, che ciò che cercano di agguantare è un posto in Europa League per continuare ad alimentare la passione europea. E proprio per questo, la competizione sorella minore e bistrattata della vecchia Coppa Campioni è un trofeo che fa gola ai rossoneri che, vincendola, troverebbe automaticamente un posto in Champions. Ma il campionato conta, e pure tanto. Dopo l’esonero di Montella è arrivato Gattuso, che non è un traghettatore, precisano Fassone e Mirabelli, in sostanza la dirigenza del Milan, ma un allenatore come lo era prima Montella.

Gattuso ha le idee chiare: corsa, sudore, sacrificio. Serve questo per riportare il Milan nelle zone più calde, più interessanti e prestigiose della Serie A. Gli investimenti sono stati tantissimi e tutti pensavano che questa squadra potesse puntare a stare nelle prime tre posizioni, ma la poca efficacia e la mancanza di prestazioni da parte di molti dei nuovi arrivati come Andre Silva, Hakan Cahlanoglu, Leonardo Bonucci o Kalinic ha fatto storcere il naso a molti tifosi e anche a molti addetti ai lavori che orbitano intorno al mondo rossonero. L’unica nota positiva è la scoperta di Patrick Cutrone. Un giocatore giovane, talentuoso e soprattutto affamato. Perché è questo che serve al Milan: la fame.

Due squadre con obiettivi differenti ma che devono trovare la forza di provarci, di reagire, di mandare il cuore oltre l’ostacolo, anzi, oltre lo stadio.

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Autore:fag

Pubblicato il: 05 Gennaio 2018

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