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CORSICO

“Leggere la realtà ” oltre la destra o la sinistra La mancanza di regole e modelli partecipativi alla vita della comunità  cittadina da parte delle diverse realtà  associative resta la vera questione. Tutto il resto é solo una conseguenza di questa mancanza.

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Renato

Caporale

“Leggere la realtà” potrebbe essere il prossimo corso per i residenti di Corsico per decifrare quanto accade dentro i confini della città.

Si parla dei corsi di italiano per stranieri, si parla della biblioteca, si parla di economia, di sicurezza, si parla e si sparla e poi si manifesta. Si cerca il torto: sempre figlio di nessuno mentre la ragione è di tutti. Si arriva alla domanda terminale: l’associazione Itaca è di destra o di sinistra? L’Amministrazione è di destra o di sinistra? Eccoci dunque allo schieramento per partito preso.

Questo elementare condizionamento (non scritto), vale per Corsico così come per Buccinasco, Cesano Boscone e altri nostri paesi. Accade anche che, pur essendo associazione dello “stesso bacino di voto” e con le carte in regola, non siano tenute in considerazione in quanto non in “linea silenziosa” con il sindaco di turno, quindi considerate scomode. Che le associazioni siano considerate dalla politica un bacino di voti è assolutamente accertato, che le associazioni siano fondamentali nella primaria risposta al bisogno in una comunità cittadina anche questo è accertato. Senza le associazioni che rispondono ai variegati bisogni per l’Ente pubblico, sarebbe un disastro, per la gestione e per l’economia, ma non solo! Non c’è Stato, Regione o Comune che riesca a rispondere al bisogno come quel valoroso mondo chiamato no profit.

Quello che non si capisce, e torniamo ai nostri comuni, come mai non ci sia un modello di reale partecipazione delle associazioni che, di fatto, contribuiscano con servizi alla persona a rendere meno onerosa la spesa amministrativa. Chi si occupa degli anziani, degli ammalati, degli immigrati, delle vittime di ogni delinquenza, di sport e tempo libero, tradizioni, dall’emergente drammatica dipendenza da internet, dal gioco o dalla droga mai sconfitta, solo degli esempi cui aggiungere altre realtà di risposta al bisogno.

Non basta un bilancio partecipato, ma serve un reale cambio di mentalità nel costruire il bilancio comunale. Un modello capace di superare, ogni tornaconto di voto e trasformarlo in tornaconto sociale ed economico, in quella capacità di non perdere per strada la risposta a nessun tipo di bisogno.

In questi tempi di sagre dei nostri paesi mi sono soffermato a osservare, e in alcuni casi a partecipare a vari incontri di diverso genere. Vi assicuro, è impressionante ascoltare il desiderio dei molti che hanno organizzato la “propria conoscenza” del lavoro fatto durante l’anno e delle prospettive future.

Cito per esempio l’incontro organizzato dal "Circolo Donne Sibilla" di Cesano Boscone dove era evidente che l’annosa e drammatica questione della violenza sulle donne riguarda tutti. Il Circolo rilancia una compagnia, oltre che umana anche legale, nel tentativo in molti casi di prevenire prima di “curare”. Bella storia! Solitudine, disperazione che domanda compagnia e solidarietà. «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai” diceva Gesù a chi lo seguiva, dicendo loro come avrebbero dovuto comportarsi. Pur nella diversità, il mondo associativo è fatto da “operai specializzati”, quanto vale tutto questo (anche in soldoni!) per chi governa i nostri Comuni? Se non per la conquista del paradiso, almeno per una nuova civiltà. Cosa dobbiamo fare, si domanda il mondo associativo, oltre alla stupida pretesa del voto?

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Autore:rec

Pubblicato il: 28 Settembre 2018

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