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CORSICO

Io resto a casa… certo, come no: le peggiori scuse dei furbetti Il buon umore deve cercare di non mancare mai... nonostante tutto...

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Sono giornate fuori da ogni ordinarietà, non c’è dubbio a riguardo. Ci è stata però indicata la strada: restare nelle proprie abitazioni. È vero, può essere difficile, noiosa la vita in casa tutto il giorno, ma è la vera arma per sconfiggere la diffusione del virus.

Eppure…

Eppure succede di tutto, specie in questi ultimi giorni dove si sono intensificati i controlli. Le motivazioni più assurde e le scuse più improbabili escogitate dai “furbetti” del Decreto nelle regioni del circuito “Prima” targato Netweek, di cui facciamo parte.

“Non mi ferma nessuno” e posta l’impresa sui social: denunciato 26enne

Esattamente come il valtellinese che era andato a prendere la fidanzata sul lago di Como per poi fare lo “splendido” su Facebook, un 26enne di Poggibonsi, in provincia di Siena, è stato denunciato dalla Polizia. S’è messo infatti a girare per la cittadina, di sera, irridendo la mancanza di controlli da parte delle Forze dell’ordine, auto ripreso dal proprio telefonino… una mossa molto furba, che non è naturalmente passata inosservata ai poliziotti.

“Scusate, ero in cerca di una prostituta”

Una motivazione senza dubbio più forte, ma tutt’altro che indifferibile, quella di un bergamasco 39enne che da Treviglio ha percorso 10 chilometri fino a Zingonia, nodo critico in provincia per spaccio e prostituzione, rimediando anche lui una denuncia. Ai Carabinieri che l’hanno fermato a un posto di blocco ha candidamente ammesso: “Scusate, ero in cerca di una prostituta“.

Da Milano alla Valtellina in bici… per camminare sulla neve

Del tutto incomprensibile invece l’impresa (questa volta fisica, senza ironia) di un 20enne di Milano che, in piena emergenza Coronavirus, s’è messo uno zaino in spalla, ha preso la sua bicicletta e ha percorso 130 chilometri fino ad Ardenno, in provincia di Sondrio, a 1700 metri di quota. Apparentemente, solo per camminare nella neve: è lì che l’ha recuperato il Soccorso alpino, dopo che qualcuno aveva notato la sua bici abbandonata in mezzo al bosco.

Da Prato fino a Pompei… in pullman

Sono partiti in 17 da Prato per arrivare venerdì poco prima delle 23 a Pompei in bus. Scoperti, ora scatteranno le indagini per capire se le giustificazioni date siano corrette: c’è chi ha detto di dover accudire familiari e chi di aver perso il lavoro. Di queste 17 persone, tutte tra i 19 e i 46 anni, pare nove siano scese a Pompei e di queste però solo una risulta residente lì.

“Esco a comprare

le sigarette…”

Volevano invece comprare alcune stecche di sigarette a un prezzo più basso, i due francesi che da Nizza hanno varcato il confine fino a Ventimiglia, in Liguria. Ma non potevano ovviamente farlo e sono stati denunciati.

Grigliata e birra en plein air

E’ successo nella campagna di Castelfiorentino, in Toscana, dove quindici residenti hanno deciso di allestire un barbecue “tra amici”, violando il Decreto. A guastare la festa, per fortuna, i militari dell’Arma: tutti denunciati.

A Legnano, nel Milanese, invece i poliziotti hanno fermato e poi denunciato un cittadino che diceva di voler entrare a bersi una birra al parco con gli amici.

Partita di basket al parco:

colti in flagrante in quaranta

A Bussero, non lontano da Milano, non c’è stato verso di convincere i giovani del paese a non ritrovarsi nel parchetto in centro. Il primo giorno, hanno provato a disperderli i vigili: niente da fare. Il secondo giorno sono dovuti intervenire i Carabinieri, e sono scattate le denunce. In tutto erano quaranta ragazzi: alcuni di loro stavano a guardare, gran parte invece stavano giocando a basket nel campetto pubblico, dove avevano addirittura organizzato un torneo.

Un isolamento davvero… stupefacente!

Questi altri invece, 4 giovani, 3 minorenni e uno di 19 anni, in provincia di Cremona, s’erano asserragliati in casa di uno di loro per fumare marijuana. Non sono stati però molto discreti, dato che a seguito di una segnalazione si sono ritrovati i carabinieri sull’uscio.

Sul lago Maggiore, invece, nel Varesotto, un luinese di 43 anni è stato sorpreso alla guida della sua autovettura dopo essersi appena rifornito di una dose di cocaina. “Ero uscito solo per quello”, s’è giustificato davanti ai poliziotti… A beh, allora…

60enne al… tennis club

A Mantova, un 60enne, dopo aver raggiunto il capoluogo da un Comune dell’hinterland, ha candidamente riferito che si stava recando al Tennis Club. Povero… In ogni caso ha fatto meno danni rispetto al conterraneo che ha percorso oltre 100 km per andare a cena da amici unitamente alla propria fidanzata.

Autocertificazione vera, ma patente falsa

Tantissimi, più di un centinaio, i controllati dalle Forze dell’ordine in provincia di Monza e Brianza, mentre nel vicino Comasco, la Polizia locale di Cantù, quando mercoledì, attorno alle 18, hanno fermato in piazza Piave un uomo polacco, classe 1973 e residente a Como, che circolava a bordo della sua automobile. Beh, l’autocertificazione l’aveva… peccato che la patente fosse invece palesemente contraffatta.

Non solo furbetti, ma proprio delinquenti

I Carabinieri della Compagnia di Bergamo e del NAS di Brescia hanno denunciato un 44enne perché rubava mascherine dall’azienda di Calcinate in cui lavora per distribuirle a parenti e all’amico titolare di una farmacia.

Macchè Amuchina… in Veneto si va di grappa a 71 gradi

Qui invece i furbetti non c’entrano, ma la notizia è altrettanto curiosa. Tutto sta nelle proporzioni: l’alcol dev’essere diluito per poter igienizzare con efficacia. Lo abbiamo già raccontato in questa sezione: si può creare una “sorta di Amuchina” anche in casa con l’alcol denaturato, quello rosa. Ma in Veneto, più precisamente nel Trevigiano, terra di grappa, un produttore ha deciso di produrre un’acquavite a ben 71 gradi… ovviamente non da bere, ma da usare per disinfettare (e disinfettarsi… la gola).

Giustificazioni fantasiose e c’è chi organizza una festa

Nel territorio della Compagnia di Bergamo i carabinieri hanno fermato uno studente universitario che è stato sorpreso in scooter a Ranica e alla richiesta di motivazioni autocertificate, ha detto che siccome aveva litigato telefonicamente con la propria fidanzata, la stava raggiungendo per chiarirsi di persona.

Il festino con gli amici

La Compagnia di Treviglio, invece, ha fermato un operaio 35enne residente a Ciserano che, per organizzare una festa a casa propria con un gruppo di 5 amici, ha pensato bene di arrivare a Treviglio al supermercato e far scorta di liquori per un costo di circa 150 euro.

Il pane del vicino…

I carabinieri di Zogno, invece, hanno fermato due pensionati che alla richiesta di giustificazioni hanno ammesso candidamente di trovarsi al di fuori del proprio comune solo per comprare del pane perché a loro gusto più buono che non in quello del proprio paese.

E come si fa senza pezzi di ricambio?

A Clusone due amici 34enni, uno operaio e l’altro disoccupato, con la passione per le riparazioni meccaniche di moto da cross, si sono mossi da Azzone in Val di Scalve fino a Clusone per comprare dei ricambi per le proprie motociclette. Lo stesso quindi oltre ad essere deferito, si è reso responsabile inoltre del reato previsto dall’art.495 del Codice Penale, ovvero “falsa attestazione ad un pubblico Ufficiale” per il quale è prevista la pena della reclusione da uno a sei anni.

33 fermati a Rozzano: c’è anche chi andava a pesca…

Il servizio mirato dei carabinieri di Rozzano ha consentito di fermare in un solo giorno 33 persone che sono risultate residenti in comuni diversi da Rozzano dove sono stati bloccati dai militari impegnati nel controllo straordinario del territorio. C’è chi ha detto di trovarsi a Rozzano per fare una passeggiata, altri hanno ipotizzato addirittura un’uscita per andare a pesca. In contravvenzione alle disposizioni per il contenimento del contagio del coronavirus, sono stati tutti denunciati.

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Autore:ces

Pubblicato il: 20 Marzo 2020

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