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CORSICO

Il ricordo di Pietro Sanua e una luce di speranza che si accende

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Era una luce di speranza. Lo è sempre stata. Quella delle fiaccole che, come ogni anno, hanno percorso quella manciata di metri dalla Parrocchia di Sant’Antonio, in piazza Papa Giovanni XXIII, fino a quel lampione dove si è fermato per l’ultima volta il furgoncino di Pietro Sanua, in via Di Vittorio.

L’omicidio 25 anni fa

Era l’alba di un giorno come gli altri, il 4 febbraio di 25 anni fa. Un’alba gelida e buia. Pietro era sul furgoncino con suo figlio Lorenzo, allora ventenne, che gli dava una mano con l’allestimento della bancarella di frutta e verdura al mercato. Una macchina si accosta, fa inversione, poi la canna di un fucile a pallettoni spunta dal vetro, esplode un colpo che raggiunge il viso di Pietro. Il furgoncino sterza, Lorenzo è lì di fianco e assiste impotente alla morte del padre. Un colpo che risuona nelle sue orecchie da 25 anni. Un tempo infinito senza risposte. Perché quella fucilata è stata sparata da nessuno.

Pietro è stato ucciso,

da nessuno.

Niente colpevoli, mandanti, esecutori. Nulla. un fascicolo chiuso subito. Poi silenzio e buio. Quello che Lorenzo e la mamma, e tutti coloro che c’erano, hanno squarciato con le fiaccole. Il 4 febbraio, così come ogni anno: centinaia di luci hanno illuminato quella maledetta via dove è stato ucciso Pietro. A quelle fiaccole di affetto, di rispetto, se ne aggiunge un’altra, di speranza.

La svolta: Riaperto il fascicolo

Il fascicolo delle indagini sull’omicidio di Pietro Sanua è riaperto. La notizia è arrivata proprio nel giorno del ricordo di quell’assassinio di mafia. “Le indagini sono riaperte, abbiamo depositato un’istanza alla Dda. Potrebbero esserci elementi importanti che non sono mai stati presi in considerazione. Ma è una fase delicata, è meglio non parlarne per non compromettere nulla, soprattutto ora che si muove qualcosa dopo tanti anni. Lasciamo che chi di dovere faccia il proprio lavoro. Aspettiamo. Con fiducia e speranza”, racconta Lorenzo. Elementi che saranno passati ora al setaccio, a partire dall’impegno scomodo ai disonesti di Pietro, da presidente provinciale dell’associazione nazionale venditori ambulanti della Confesercenti e la lotta al racket delle assegnazioni delle postazioni dei venditori di fiori fuori dai cimiteri. Passando per dettagli che al tempo forse sono passati inosservati, come quella lite con una venditrice ambulante che apparteneva alla famiglia Morabito, cognome noto tra Corsico e Buccinasco, in territori che Pietro conosceva bene per le penetrazioni della ‘ndrangheta, dove i clan, proprio negli anni Novanta, avevano messo radici profonde.

Tanta partecipazione

alla fiaccolata

Aspetteranno, aspetteremo tutti che la luce, quella più grande, si accenda. Alla fiaccolata c’erano tutti: politici, associazioni, cittadini, gente che il ricordo di Pietro lo conserva nel cuore. C’era Libera, come sempre, c’erano momenti di riflessione con le letture e poi il concerto dei Descargalab. C’era luce, quella delle fiaccole che il vento ha spento. Ma poi sono state riaccese, una alla volta. E ogni volta che il vento le spegneva, che ci provava, sono state riaccese. Come il ricordo di Pietro che non si spegne.

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Autore:dfg

Pubblicato il: 07 Febbraio 2020

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