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Elezioni: Terra di sogni e capinere…

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Tra futuro e passato vince il presente. Che ridere pensare che sarà la politica di oggi, con le sue promettenti formule, a ridare a ciascuno di noi quello che “pensa” di aver bisogno. Siamo Italiani, un po’ napoletani, un po’ veneti , un po’ lombardi e oggi un po’ egiziani, ucraini, albanesi e cinesi… ma siamo Italiani. Seppure non siamo “laggiù nell’Arizona”, restiamo la “terra dei sogni e di chimere, se una chitarra suona cantano mille capinere” questo canto, che il paese dei più vecchi conosce, sembra raccontare una storia.

Siamo incantati dal suono della chitarra suonata dai musicista di turno; dal più lontano di “ieri”, Berlusconi, al più vicino ormai “passato” Renzi. Oggi la chitarra la suonano Di Maio e Salvini con un “ma”… gli accordi devono trovarli ancora nel “passato”, magari a partire dal ‘48? Una buona notizia è certa, siamo in pieno inizio di trasformazione del sistema elettorale e di modello di governance politica. I bisogni sono certi in tutto e in tutti, così com’erano nel 1948 in quella partenza verso la nascita della Costituzione.

Oggi come ieri è necessario ripartire senza preconcetto e pregiudizi e con una coscienza nuova che non sia trasformismo. Si riparte dal territorio a cui queste elezioni hanno dato vitalità, si riparte dalla ricerca comune, si riparte dalla coscienza che nessuno da solo è in grado di dare risposte certe. In quanto al futuro governo… è solo questione di giorni, l’ingovernabilità è assicurata… ma questo è forse necessario per un reale cambiamento, a cui tutti siamo chiamati.

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Autore:rec

Pubblicato il: 09 Marzo 2018

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