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CORSICO

Che cosa resterà…

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Mai come oggi il tessuto produttivo italiano, formato da piccole e medie eccellenze ma anche da artigiani, professionisti e commercianti, si trova a fronteggiare una sfida del tutto nuova, dai contorni incerti e da regole non scritte.

Si sta combattendo un nemico invisibile ma, finita la guerra, cosa resterà delle nostre botteghe, dei nostri negozi, dei nostri ristoranti, dei nostri alberghi sul mare, dei nostri capannoni, del nostro know how e della nostra capacità di generare redditi e ricchezza? Queste sono le domande che mi fanno tutte le persone con cui lavoro, le cui risposte non sono nè scontate e nè ovvie.

Questa pandemia ha messo a nudo tutte le debolezze e le paure che le persone, le imprese e le istituzioni avevano nascoste o sopite in qualche angolo. Una generazione intera sta pagando lo scotto più alto e, tra l’altro, è la generazione che era per gran parte titolare di azienda e deteneva i risparmi necessari ad aiutare la generazione più giovane. Oltre alla ripresa sarà necessario pensare a come gestire al meglio questo passaggio generazionale dei patrimoni e come gestire i risparmi di una vita, per consentire ai giovani di continuare il lavoro dei loro cari.

Le istituzioni hanno messo sul piatto degli strumenti per fronteggiare la prima emergenza che sarebbe opportuno utilizzare al meglio per poter garantire la massima efficienza del periodo post lockdown. La giusta combinazione degli strumenti in essere possono segnare la continuità o la cessazione dell’attività imprenditoriale e, mai come ora, il lavoro di chi ha il dovere di consigliare diventa essenziale per il superamento di questa fase di empasse. Di seguito un piccolo memo sulle procedure del cd “decreto Cura Italia” e “decreto liquidità”. Ringrazio l’editore per questo squarcio sul suo giornale e mi auguro di poter ripetere queste info. Se avete domande specifiche vi rispondo ai seguenti recapiti… Ad maiora…

PRIMA ASSISTENZA SUI PIANI

FINANZIARI E SULLA CONTINUITA’ AZIENDALE

Per garantire la ripresa della continuità aziendale, è necessario che ogni azienda elabori degli scenari sulla evoluzione della crisi, revisionando i target di produzione/erogazione del servizio e di vendita.

Gli scenari che si potrebbero alternativamente identificare sono:

1. CONTINUARE lo STORICO MODELLO di BUSINESS

2. MODIFICARE/INTEGRARE il MODELLO di BUSINESS (accessi a nuovi canali di commercio online???)

3. CAMBIARE/SOSTITUIRE completamente il MODELLO di BUSINESS

4. BLOCCO OBBLIGATO e RIPRESA dell’ATTIVITÀ AZIENDALE per cessato stato COVID

Nella legislazione emergenziale, sono previste una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese, con particolare riguardo a quelle che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale.

Tale intervento avviene:

• in sede di redazione del bilancio in corso, con valutazione dei criteri di prudenza e di continuità;

• con la disattivazione delle cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale;

• con il coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società (finanziamento soci), con disattivazione in questa fase dei meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori (postergazione).

Inoltre sono previste una serie di misure di sostegno alla liquidità delle imprese:

1. Fondo di garanzia per le PMI: fino al 31 dicembre 2020 concessa a titolo gratuito, fino a 5 milioni di importo massimo garantito, a imprese con numero di dipendenti non superiore a 499.

2. Misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese – Garanzia SACE a copertura di finanziamenti bancari per le grandi imprese, PMI e lavoratori autonomi e liberi professionisti se abbiano esaurito la capacità di accesso al Fondo Garanzia per le PMI. I finanziamenti garantiti devono avere durata non superiore a 6 anni, con possibilità di preammortamento fino a 24 mesi, quando:

• L’impresa beneficiaria non rientra nella categoria di “imprese in difficoltà” e non aveva esposizioni deteriorate

• L’importo del finanziamento garantito non è superiore al maggiore tra il 25% del fatturato annuo dell’impresa e il doppio del costo del personale del 2019

Le IMPRESE che presentano i seguenti requisiti:

- sede in Italia

- meno di 250 dipendenti

- fatturato inferiore a € 50 ML oppure con totale di bilancio annuo non superiore a € 43 ML

- con posizioni debitorie non deteriorate (nelle categorie «sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate»): quindi rate scadute e non pagate (in tutto o in parte) da oltre 90 giorni possono accedere alla SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI di:

• APERTURE DI CREDITO E PRESTITI SU ANTICIPI CREDITI;

• PRESTITI NON RATEALI SCADENTI PRIMA DEL 30.9.2020;

• RATE DI LEASING, MUTUI E ALTRI FINANZIAMENTI A RIMBORSO RATEALE.

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA

La RICHIESTA va presentata alla propria BANCA o INTERMEDIARIO FINANZIARIO (iscritto all’albo ex art. 106 TUB, quindi finanziarie, società di leasing, factoring ecc.) con APPOSITA COMUNICAZIONE da inviare via PEC o con altre modalità certificate. Ad essa va allegata AUTOCERTIFICAZIONE in cui si dichiari:

1. di aver subito in via temporanea carenze di liquidità in conseguenza diretta del COVID-19

2. il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione

3. di soddisfare i requisiti per la qualifica di micro, piccola o media impresa.

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Edizione digitale

Autore:ces

Pubblicato il: 24 Aprile 2020

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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